Torre Guaceto tra storia e geografia

Le più antiche evidenze archeologiche oggi note a Torre Guaceto si riferiscono all’età del Bronzo (II millennio a.C.), periodo nel quale il paesaggio era molto diverso da quello odierno. Tra il III sec. a.C. e il I sec. d.C. il livello del mare era di almeno due metri più basso dell’attuale ed il porto-canale di Torre Guaceto era in piena attività, essendo un punto d’imbarco funzionale per l’olio e il vino dell’entroterra e per i prodotti delle vicine fornaci. Da qui chiatte o piccole barche portavano le derrate a Brindisi, da dove venivano imbarcate sulle grandi navi romane alla volta delle stazioni commerciali del Mediterraneo. Nell’XI sec. Torre Guaceto diventa uno dei punti di attracco prediletti dai Saraceni che, attratti dall’abbondanza di acqua dolce, vi si rifugiano durante i saccheggi dell’entroterra. La necessità di presidiare questo importante approdo conduce gli Aragonesi alla costruzione nel 1531 dell’attuale torre di guardia (E. Coppola/Panda Photo) Torre Guaceto entra così a far parte del sistema difensivo costiero contro le incursioni turche.

Dal Settecento la rada diventa proprietà della famiglia Dentice di Frasso che ne conserva i diritti di caccia e di pesca, provvedendo nel 1915 al prosciugamento del canale e costituendone nel 1940 una riserva di caccia. Da questo momento in poi l’area non sarà più interessata dall’insediamento umano, se non per ragioni militari durante il secondo conflitto mondiale. Il tratto di litorale che delimita l’AMP è caratterizzato da una linea di costa molto varia: in corrispondenza del lato meridionale della Torre la costa è lineare ed è costituita prevalentemente da una falesia argillosa; in prossimità della Torre la costa è caratterizzata da una piccola falesia rocciosa con contorni frastagliati; nel tratto successivo, continuando verso Punta Penna Grossa, la costa diventa bassa e sabbiosa.

 

Da naturaitalia.it

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*